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Ruggero II era un potente vichingo, con eccezionali capacità politiche e una fervida immaginazione. All'inizio del suo regno erano presenti nell'isola e nella stessa Palermo differenze etniche e religiose, che furono da lui mantenute per accorte ragioni politiche. La Cappella Palatina, nel Palazzo dei Normanni, riassume sia nei moduli architettonici che nella decorazione musiva queste differenti tendenze. La pianta innanzitutto sintesi tra una tendenza bizantina (centrale) e una latina (longitudinale). Poi la componente araba, nel famoso soffitto in legno formato da mille alveoli intagliati nell'anno 1131 da maestranze orientali: in pratica l'esempio più antico di muqarnas, una miriade di alveoli che alleggeriscono le nicchie scavate nel soffitto, e decorate con pitture in cui la figura umana si fonde a quella simbolica di vari animali e di motivi astratti. Anche l'iconografia dei mosaici segue un programma preciso, nonostante che l'integrità complessiva sia stata compromessa dai profondi restauri e dai rifacimenti. Un altro esempio dell' unione di riti diversi è data dalla rappresentazione di due Cristi, quello nella cupola benedice tenendo le dita in basso secondo la simbologia greca; il Cristo Pantocratore dell'abside ha le dita rivolte verso l'alto secondo il rituale latino. Certo è che la magnificenza voluta da Ruggero II è rimasta intatta. Il fondale contro cui doveva stagliarsi la figura del re è costituito da marmi preziosi,e, sopra la zona del trono, appare la figura del Cristo. La simbologia era immediata: Ruggero II era l'interprete divino e il sacerdote consacrato attorno a cui tutto doveva ruotare.
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